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La graduatoria del master in economia e finanza etica

L'Assessorato del Lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale ha pubblicato la graduatoria di merito del bando di concorso per l'ammissione al master universitario di primo livello in economia e finanza etica per lo sviluppo e la cooperazione.

Ricordiamo che l'obiettivo del master è quello di offrire una formazione specialistica incentrata sull'analisi della seguente problematica: relazione tra sistemi economici tradizionali e prospettive di finanza etica. Il master si propone di realizzare un percorso formativo finalizzato a rendere più qualificata la capacità professionale di coloro che vogliono sostenere il proprio impegno civile e sociale con competenza nelle diverse funzioni (ricerca, programmazione, gestione di servizi ecc.) e a vario livello (direttivo o di consulenza) presso amministrazioni pubbliche, sindacati, associazioni imprenditoriali, imprese private, banche, organismi istituzionali, fondazioni, organizzazioni no profit.

Consulta i documenti a questo LINK

Lunedì 01 Agosto 2011 Fonte: Regione Sardegna

Opera. Sfratti Sporting Mirasole, forse vicina una soluzione

“Nell’incontro di oggi – continua il vicesindaco - è emerso l’impegno ad attuare interventi di housing sociale, tramite iniziative di finanza etica e soprattutto con la promozione di un fondo immobiliare che consenta alle fasce più deboli di affrontare il disagio abitativo grazie a condizioni di accesso particolarmente favorevoli.

Dopo una lunga serie di interventi presso la proprietà e le Istituzioni, oggi la soluzione alla lunga vicenda del complesso immobiliare ex Enpam, sembra più vicina

Importanti sviluppi nella vicenda che vede impegnata da molti mesi l’Amministrazione comunale.
Dopo una lunga serie di interventi presso la proprietà e le Istituzioni, oggi la soluzione alla lunga vicenda del complesso immobiliare ex Enpam, sembra più vicina.

“Solo poche ore fa abbiamo definito un piano di interventi che, grazie ad azioni mirate e specifiche, ci consentirà di chiudere con esito positivo gli avvenimenti cha hanno coinvolto molti abitanti dello Sporting Mirasole.
Anche la proprietà, che durante l’ultimo incontro era rimasta piuttosto ferma sulle proprie posizioni, oggi ha mostrato importanti segni di apertura verso una questione di enorme rilevanza sociale”.
Non nasconde la sua soddisfazione il vicesindaco, Antonino Nucera, che è intervenuto all’incontro in rappresentanza dell’Amministrazione comunale di Opera.
Al Tavolo Istituzionale hanno preso parte anche l’Assessore regionale alla Casa, Domenico Zambetti, l’Amministratore delegato della società Zero Sgr, Luigi Virgilio, la Fondazione Housing Sociale, con Sergio Urbani , il Direttore generale dell’Area Territorio e urbanistica della Regione Lombardia, Mario Nova, il Direttore generale dell’Aler, Domenico Ippolito, e una vivace rappresentanza del Comitato Inquilini Sporting Mirasole e del Comitato No Sfratti.
Presente il mondo della cooperazione, con delegati di Confcooperative e Legacoop.

“Nell’incontro di oggi – continua il vicesindaco - è emerso l’impegno ad attuare interventi di housing sociale, tramite iniziative di finanza etica e soprattutto con la promozione di un fondo immobiliare che consenta alle fasce più deboli di affrontare il disagio abitativo grazie a condizioni di accesso particolarmente favorevoli.

Si tratta di un impegno forte e concreto, che potrebbe portarci a una soluzione già entro il prossimo 30 settembre; in ogni caso, la proprietà conferma il suo impegno a rinviare l’esecuzione forzata degli sfratti”.

“In questa occasione – conclude il vicesindaco - abbiamo apprezzato l’impegno di tutti, e della Regione in particolare, nel voler individuare le soluzioni più vantaggiose anche per i nuclei familiari che non beneficiano direttamente delle tutele previste per le “fasce deboli”.

Giovedì 28 Luglio 2011 Fonte: mi-lorenteggio.com

L'attacco all'Italia è opera della finanza ombra

Secondo Andrea Di Stefano, direttore di "Valori" (mensile di finanza etica e di economia solidale) nella tempesta finanziaria italiana avrebbero giocato un ruolo determinante i mercati alternativi

«La crisi che ha investito l’Italia ha un mandante: la finanza ombra che ha letteralmente stravolto il sistema finanziario borsistico e obbligazionario e rischia di produrre danni incalcolabili». Andrea Di Stefano, direttore di "Valori" (mensile di finanza etica e di economia solidale), in un commento pubblicato sul sito di Banca Etica ha spiegato il meccanismo del traffico di titoli gestito dai mercati "paralleli" e dalle altre piattaforme alternative (in gergo chiamate MTF – Multilateral Trading Facility), che hanno scambiato fino al 50%  del valore di alcuni titoli bancari.

Il vero male, secondo Di Stefano, è il ruolo giocato dalla cosiddetta finanza ombra. Borse alternative dove si possono negoziare grandi quantitativi di azioni senza che nessuno riesca a vedere i prezzi intermedi della contrattazione. Si vede solo il prezzo finale, quando i giochi sono fatti.

I cosiddetti Alternative Trading Systems o ATS (il nome ufficiale delle dark pools), che dovrebbero garantire la "best execution", l'esecuzione delle negoziazioni alle migliori condizioni possibili per i clienti. Uno dei principi cardine della Mifid. In pratica, se prima ci si rivolgeva a una banca per comprare 20.000 azioni di Eni, la banca le poteva negoziare solo ai prezzi stabiliti dalla Borsa Italiana. Ora lo può fare anche passando per una borsa alternativa, che offre la possibilità di spuntare prezzi migliori. Ed è su queste piattaforme che è andato in scena l’attacco speculativo nei confronti dell’Italia.

Venerdì 15 Luglio 2011 Fonte: Varesenews.it

Scegli Bio: Ikea-Icea per il biologico

ICEA riunisce associazioni storiche dell’agricoltura biologica, della bioarchitettura, della finanza etica e dei consumatori ed opera nei settori del Food e Non Food

Dal 2003 i ristoranti IKEA sono certificati dal principale organismo di certificazione biologica italiano (Istituto Certificazione Etica e Ambientale) perché servono prodotti bio e in questo modo contribuiscono a ridurre l’inquinamento provocato dalle coltivazioni. Infatti, solo nell’ultimo anno, IKEA ha acquistato più di 2.000 tonnellate di prodotti biologici, grazie ai quali si risparmiano all’ambiente fino a 520 chili di concimi e antiparassitari chimici di sintesi per ogni ettaro di coltivazione.

La II edizione dell’evento, dal titolo Scegli Bio, mette in luce la varietà dei prodotti biologici: focaccia, salumi, vini, bibite biologiche. Un mercato in continua crescita che coinvolge sempre più prodotti e aziende. Il personale specializzato ICEA sarà presente il giorno 14 maggio nell’area Food dei negozi IKEA, in appositi info-point, per spiegare l’importanza dell’agricoltura biologica e distribuire materiale informativo. Saranno inoltre offerti  assaggi di prodotti bio italiani.

Con 300 tecnici e 30 uffici territoriali presenti in Italia e all’estero, ICEA è tra i più importanti organismi europei di controllo nei settori del biologico e della crescita sostenibile. L’Istituto, infatti, controlla e certifica oltre 13 mila aziende a forte valenza etica, ambientale e sociale.

ICEA riunisce associazioni storiche dell’agricoltura biologica, della bioarchitettura, della finanza etica e dei consumatori ed opera nei settori del Food (agroalimentare bio e acquacoltura) e Non Food (cosmesi e detergenti ecologici, forestazione e turismo sostenibile, tessile bio, commercio equo, finanza etica, certificazione SA8000, arredamento ecologico, materiali per la bioedilizia). Svolge inoltre attività di formazione e di ricerca e sviluppo,  operando anche in campo internazionale.

Sabato 14 Maggio 2011 Fonte: GreenMe.it

La mappa interattiva della Banca Mondiale: spazio alla sostenibilità

E’ di circa 3 miliardi di dollari l’anno l’impegno della Banca Mondiale per progetti di sviluppo sostenibile che valorizzino le energie rinnovabili e un’urbanizzazione a misura di futuro.

Un nuovo rapporto lanciato in occasione dell’ottavo meeting Forest Carbon Partnership Facility (FCPF) della Banca Mondiale, dimostra come l’istituto non mantiene le proprie promesse di proteggere i diritti dei popoli di foresta e la stessa stabilità degli ecosistemi dove vivono. Due punti di vista agli antipodi su come agisce la Banca Mondiale per la salvaguardia del pianeta, da sempre sotto la lente delle organizzazioni non governative. Ora all’insegna della massima trasparenza (si spera) e dell’efficienza, tutti i progetti dell’istituto saranno on line a disposizione di tutti. La Banca Mondiale ha messo in rete il 21 aprile un’enorme mappa interattiva, su migliaia di interventi in corso nel mondo. La mappa, realizzata dalla GeoQ, è navigabile Paese per Paese, città per città. I progetti sono visualizzati in colori diversi a seconda delle categorie: giustizia, agricoltura, sanità, comunicazioni, energia, industria, finanza, commercio, educazione, trasporti, acqua e ambiente. Via la produzione cartacea alla quale era difficilissimo accedere e che rendeva di fatto impossibile qualsiasi seria e reale valutazione dei risultati. L’obiettivo di questo progetto mira proprio al coinvolgimento diretto delle società civili dei 79 paesi verso i quali sono diretti gli interventi della Banca Mondiale. Grandi numeri. Centosessantotto miliardi di dollari investiti in tremila progetti della rete dell’International Development Association, disseminati tra oltre sedicimila siti nei settantanove dei Paesi più poveri del pianeta.

Purtroppo la povertà, spesso fa rima con governi corrotti in cui il denaro prestato ai governi non sempre è utilizzato come prevedono gli accordi. “Grazie alla mappa il settore civile può controllare dove e con quali obiettivi sono in corso progetti che riguardano uno specifico territorio”, ha spiegato Aleem Waljii, responsabile dell’innovazione del World Bank Institute. L’altro obiettivo che si vuole raggiungere: un quadro più preciso delle realtà locali. Quindi progetti mirati, evitando doppioni e sovrapposizioni e sfruttando anzi le peculiarità, punti di forza e lacune di ogni zona d’intervento. Prima del Mapping for results project nessuno si era preoccupato di incrociare i dati della Banca mondiale con quelli della Banca per lo sviluppo africano. Si è scoperto così che le due organizzazioni tendono a finanziare progetti nelle stesse aree, lasciandone completamente scoperte altre. Impegno enorme della Banca Mondiale in energie rinnovabili e un’urbanizzazione a misura di futuro. E’ di circa tre miliardi di dollari l’anno l’impegno della Banca Mondiale per progetti di sviluppo sostenibile che valorizzino le energie rinnovabili e un’urbanizzazione a misura di futuro. Nel quadro di finanziamenti della Banca Mondiale ha visto nel 2010 l’Italia al terzo posto, con una quota dell’8,93% del totale, fra i paesi aggiudicatari dei contratti. Nel 2010 i finanziamenti nel settore energetico della Banca Mondiale hanno rappresentato il 18 % del totale, con un trend di crescita passato dai 2,3 miliardi di dollari del 2003 ai 13 miliardi del 2010. In questo ambito, l’impegno nel campo delle rinnovabili è cresciuto di otto volte fino a 1,9 miliardi per l’anno passato.

Il 44 per cento dei finanziamenti hanno coinvolto progetti di sviluppo nel settore idroelettrico, mentre il fotovoltaico ha assorbito il 9 per cento, ma con un trend di crescita più forte in regioni come l’Africa Sub-sahariana dove solo il 31 % della popolazione ha accesso all’elettricità. Se si esclude la quota del Sudafrica, nell’intera Africa Sub-sahariana la potenza installata è di appena 30 GigaWatt, pari a quella della sola Norvegia. In paesi come Repubblica Democratica del Congo ed Etiopia, la crescita possibile è stimata in 30 volte la produzione attuale, in Guinea addirittura di 100 volte. Ma se i grandi progetti richiedono un notevole sforzo economico, la Banca Mondiale sostiene anche iniziative di taglio medio/piccolo, come quelle finanziate in Sri Lanka, Vietnam, Turchia e Tanzania. Uno dei settori più promettenti resta quello del solare termico e fotovoltaico, dove si va dai maxi progetti di energia solare concentrata nella regione Mena (Medio Oriente e Nord Africa) agli impianti domestici che stanno cambiando la vita di milioni di persone (in Bangladesh le antenne ‘domestiche’ sono già 375 mila e crescono a un ritmo di 15 mila unità il mese). Il ruolo cruciale delle rinnovabili nell’urbanizzazione del futuro è evidente. Già oggi negli agglomerati urbani vive più del 50 per cento della popolazione mondiale, una presenza che entro il 2030 dovrebbe aumentare di 2 miliardi di persone (di cui il 90 per cento nei paesi in via di sviluppo). E’ un trend che conferma anche come lo sviluppo delle città abbia un ruolo importante nel ridurre la povertà, con ricadute positive anche per quanti vivono ancora nelle zone rurali. La ricerca della massima efficienza energetica è fondamentale dal momento che entro il 2030 le città assorbiranno il 73 % della domanda mondiale di energia e avranno una pari quota di emissioni di Co2.

Venerdì 13 Maggio 2011 Fonte: San Marino fixing.com - Saverio Mercadante

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